Le due Bisaccia… tra due est!

pubblicato su Selacapo.net

Lo scorso intervento ci ha portato a vivere la terra del conte e a sentire brividi di freddo lungo la schiena. Viaggiare ad est è stato emozionante, ma tornare nel sud Europa dell’Irpinia lo è ancora di più.
Con questo viaggio sentiremo però ancora brividi di freddo, ma per la temperatura che si registra mediamente agli 860 metri di Bisaccia! Nel pieno dell’Alta Irpinia, dell’Irpinia d’Oriente, quella terra che tutti sappiamo dov’è, ma che nessuno scopre mai a fondo, fatta di stupende alture dove l’unica parola a cui pensi continuamente è immensità.
Una parola questa, che riassume spesso la caratteristica presente e che “senti rimbombarti dentro” quando attraversi questi territori ampi e sterminati, dove il vento e il grano la fanno da padrone.
A Bisaccia tutto gira intorno alla parola immensità. Qui (per citare cantanti famosi) “un senso di vuoto ti colora” mentre ti avvicini al centro abitato, un senso colorato soprattutto di verde, l’originale verde Irpino.
L’immensità ti assale appena ti intersechi tra le curve che ti portano al paese e fin sul Formicoso, tra la maestosità delle pale eoliche che caratterizzano il paesaggio. Provi impotenza e fierezza nel sapere che quel territorio produce futuro, l’energia del futuro. L’immensità ti avvolge e ti costringe a fermarti per ammirare uno spettacolo di tecnologia e natura senza eguali.
L’immensità della forza della natura che anche qui si è manifestata nel terremoto, la vedi nella conformazione dell’abitato diviso in due: Bisaccia Vecchia e Bisaccia Nuova, per dirla con parole dei Bisaccesi. Nella Bisaccia Nuova che guarda dall’alto la Vecchia ti ritrovi un “quartiere costruito frettolosamente” dalla voglia di ripartire, spogliato della sua storia, dove tutto è freddo e sovrastato da un ospedale che il popolo ora fatica a tenersi.
L’immensa riflessione che ne consegue ti fa correre verso Bisaccia Vecchia, amorevolemente posta al di sotto della nuova, armoniosa e quasi nascosta, come se non volesse disturbare il nuovo che avanza… ma che è immensamente confortevole nella sua piazza centrale, bianca e pura. Qui è un ritorno al passato che ti porta, senza accorgertene, al centro storico che include il Castello Ducale.
L’immensità della storia di questo Castello, dimora di Federico II e Torquato Tasso, la senti sulle spalle mentre attraversi la lunga entrata che ti porta alle arcate e mentre ti addentri nel museo civico archeologico, segno di una preistoria che anche qui è stata presente.
L’immensità di Bisaccia c’è però soprattutto nella paura che leggi negli occhi della gente che si sente continuamente minacciata da un pericolo che pende come una spada di Damocle sulla propria testa. La continua possibilità che il verde, il bello, l’intoccabile, la storia e le tradizioni possano un giorno essere sommersi dai rifiuti che qualcuno, che qui non ha mai pensato di respirare questo immenso, pensa di poter portare.
L’immensità però è anche data dalla forza che percepisci, quando tornando a casa e rivivendo al contrario tutte le sensazioni e i brividi di freddo di prima pensi “…anche io devo contribuire a valorizzare e proteggere una cosa così immensa…”questo territorio c’è e ci sarà così com’è: un’unicità e una particolarità che solo l’Irpinia d’Oriente trasmette e che solo a Bisaccia puoi provare… immensamente.

Un solo est… per Bucarest

pubblicato su Selacapo.net

I nostri balzi continuano in un’Europa che sembra essere così lontana, ma che a volte ti ritrovi dietro l’angolo del tuo divano…

E’ anche così che nasce l’idea di un viaggio: mentre guardi la tv, magari sgranocchiando noccioline, giri lo sguardo e la nuova destinazione è davanti ai tuoi occhi, come per magia… tra le pagine di una storia scritta nei libri della tua enciclopedia… e ti capita magari di trovare Transilvania e la storia di Dracula e decidi che è li che devi andare.

E’ così che scopriamo la Romania… è così che scopriamo Bucarest, come un libro chiuso tutto da leggere provando a succhiare la linfa vitale del sangue della città.
Un libro che ovviamente inizia dall’indice. Un indice che sottolinea la parola mistero: mistero della storia, del socialismo e dei casermoni, delle strada larghe e dei castelli, il mistero insito nella grande voglia di modernità della gente.
Qui si assaggia l’Europa che corre! L’Europa delle opportunità!
Nel primo capitolo ci trovi la voglia di scoprire una terra diversa, avvolta nell’alone di rosso che caratterizza la sua storia, e scopri immediatamente che è così: la città è dell’est, fatta di sprazzi di modernità rinchiusa in dormitori altissimi, strade immense e spazi ampi, vecchi filobus di produzione sovietica, il tutto uniforme.
Nel secondo capitolo inizi a comprendere il peso che questa gente si porta dietro, di un passato che è alle spalle e che si ritrova tutto nel Palazzo del Parlamento, costruzione assurda che sovrasta questa città (il secondo palazzo più grande del mondo dopo il Pentagono!) che vuole volare in Europa. Ci trovi però, anche la voglia di guardare al futuro, magari in un parco dedicato ai padri fondatori dell’Unione, con immense teste anche di nostri connazionali illustri…
Respiri la felicità e la gratitudine di questo popolo per l’opportunità concessagli.
Nel terzo capitolo inizi a pensare “ma perché sono venuto qui?”. Una città cantiere che i fondi comunitari stanno trasformando un una città moderna che pian piano vuol cambiare colore passando dal rosso al blu europeo.
Quindi prendi un’auto e torni al primo capitolo, alla voglia di scoprire una terra diversa, soprattutto la terra del Conte.
Ma questo Conte poi, era davvero assetato di sangue? Si lo era… impalizzava i prigionieri barbaramente facendoli morire dissanguati. La Transilvania ti impressiona appena ci pensi.
Ti accorgi però che quel Conte assetato di sangue ha fatto la fortuna di queste terre nebbiose, fredde e dove la cioccolata calda ha un sapore 200 volte migliore rispetto al sud Europa.
Nella terra dei castelli ti vendono un castello per casa del Conte, dove il Conte non ha mai messo piede, come un parco giochi: una Draculand. La vera tomba del Conte è in un altro luogo, in un monastero a Snagov (distante 156 km), raggiungibile solo attraversando un lago in una barchetta di legno affittata dai pescatori del luogo…. E dove solo i turisti sprezzanti del pericolo osano.
Molti preferiscono Draculand…
Il Conte però era un eroe nazionale che veniva chiamato Dracul (cioè diavolo) per l’ordine dei cavalieri a cui apparteneva, e oggi, per colpa di uno scrittore irlandese è famoso per tutt’altro.
Il mistero è anche questo… fatto di leggende e storie che mettono i brividi.
Nell’ultimo capitolo il tuo viaggio si infittisce ancor di più di mistero nella notti di Bucarest, dove nei locali la mattina non arriva e il portafoglio sembra non svuotarsi mai…
Dopotutto, se Dracula bazzicava questi luoghi un buon motivo ci sarà!

Calitri l’arcobaleno a est est est!

pubblicato su Selacapo.net

Da Praga a Calitri il nostro viaggio continua in un’Europa che mostra mille volti. A circa 1500 km da Praga e a 28 da Caposele, tra un aereo e un’automobile, la nostra rubrica si sposta nei meandri dell’Irpinia più alta, probabilmente la capitale dell’Irpinia più alta: Calitri.
E’ qui che trovi l’Irpinia che non ti aspetti tra un pizzico di svago e un’enormità di colori del più famoso arco al mondo che, secondo la legenda, al termine nasconde il rinomato tesoro.
Calitri è rappresentata da un labirinto di angoli, stradine, scalinate e colori: un centro storico che si articola tra portali in pietra, simpatiche loggette, panoramiche arcate, palazzi delle famiglie illustri che anticamente abitavano il paese datati al XVIII secolo, grotte profonde e suggestive. Un fenomeno ottico, non metereologico, che porta alla visione di un mosaico multicolore.
Un arcobaleno ad est… est… est!
Un angolo d’Irpinia, tesoro che il folletto della legenda ha voluto posare qui tra ceramiche ed elementi unici di un terra riposante e stupenda, un tesoro tutto da trovare.
Il sogno del tesoro dell’arcobaleno è dappertutto….
Tra l’azzurro caratteristico del cielo sopra il Borgo Castello abitato fino al 1980…un recupero del passato fatto all’interno di un centro moderno e accogliente…un misto tra passato e futuro sovrastante il paese dove vivere mezza giornata con il fiato sospeso.
Con il giallo rappresentante la vivacità dell’ambiente che ti circonda quando attraversi le arcate e i vicoli intrecciati del centro storico…tra case dell’ottocento e case del duemila…in una cornice di stili e costruzioni sovrapposte nel tempo che ti lasciano di stucco…appunto!
Nel violetto delle sculture disseminate nel centro storico, posate da un gruppo di artisti spagnoli. Un museo all’aperto dove innovazione e tradizione si fondono senza stravolgere la realtà…. Ma che contribuiscono a comporre l’arcobaleno di colori mentali…questi spagnoli!
Nascosto nell’arancione delle ceramiche che qui hanno una tradizione millenaria…luogo di produzione di importanti opere raccolte minuziosamente nel “classico museo” tra una varietà di reperti.
Concentrato nell’intenso rosso…. Del piatto tipico del centro, “le cannazze”. Squisita pietanza di ziti spezzati conditi con ragù di carne mista, che non puoi far a meno di assaggiare quando, camminando per il centro ne senti l’odore in ogni angolo colorato e su ogni scalino… che sia esso dell’800 o del 500…
Nel verde che non c’è!!! Quello dell’Irpinia che non ti aspetti si presenta qui…nel borgo inserito nelle migliori località al mondo dove andare in pensione! Non certo un paradiso del divertimento…ma un paradiso per gli irpini alla ricerca del tesoro dell’arcobaleno…
Soprattutto nell’indaco. Il colore che in realtà non esiste, una sfumatura di viola aggiunta per arrivare al numero perfetto di colori per l’arcobaleno, il sette…che a Calitri è senza dubbio rappresentato dalla sensazione che ti attraversa al termine della passeggiata nel centro che ti fa pensare… “ma qui l’uomo cosa è stato capace di fare?”… Il settimo elemento che completa tutto l’arco dei colori che ogni visitatore crea in se in questo luogo.
Vi renderete conto che il tesoro della legenda lo avete trovato qui, dove la storia è presente in tutte le sue forme edilizie, che un irpino non solo deve conoscere, ma imparare a respirare… almeno per sentire la sensazione di essere ricchi per un giorno, o essersi arricchiti dentro, come la legenda forse vuole dire…

Praga: destinazione est est est….

pubblicato su Selacapo.net

Viaggiare… chi non vuole farlo! Con la fantasia e con l’aiuto del web oggi si può, e noi contribuiremo utilizzando parole con l’obiettivo di stuzzicare il lettore su varie destinazioni proposte da questa rubrica.
Il tutto muovendoci fra l’Europa e l’Irpinia alla ricerca di qualcosa che ci possa unire alla bandiera blu/stelle europea. Soprattutto vorremmo esaltare e stimolare tutti ad esplorare un mondo vicino o lontano che sia: esso ci aspetta.
L’obiettivo è di spingere a vedere luoghi che sono diversi dalla propria realtà, smuovendo il nostro elemento inconscio del viaggiare al fine di stimolarlo, per vedere diversamente la realtà che ci circonda. La visione del locale è meglio comprensibile se viene confrontata con realtà diverse.
E con questo spirito si “affronta” anche l’est.
Est, est, est…da evitare! Destinazioni fredde, nebbiose, burrascose, comunismo… un orco turistico! Dove il tempo si è fermato agli anni 70, ma dove corre più che mai.
Praga: città dell’est, quindi città da evitare….? Ma strapiena di turisti e definita “la città dell’oro”, perché?
Descriverla? Nulla di più semplice anacronisticamente:
PR… appunto città strapiena di PR, con una vita notturna da brivido…
P, ancora? Si, precisa… nulla è messo lì per caso, è la città artisticamente perfetta e a misura di turista… tutto è per l’occidentale medio, non avrete problemi.
P….. tante P… come i ponti che la caratterizzano, il Ponte Carlo su tutti, maestoso sul fiume che sovrasta…. Con tutte le facce delle sue statue che ti scrutano.
P, sempre P! Come Pub…. Elemento indispensabile di questa città… L’U Fleku il più antico della città, ad esempio, dove i camerieri ti porgono il bicchiere di birra appena ti siedi senza chiedertelo, e te lo sostituiscono pieno senza dirti nulla nel momento in cui lo hai svuotato, pensate cosa succede lì!
R, si….!!! Ragazze… e ragazzi di tutte le nazionalità, che vivono la città a qualsiasi ora del giorno e della notte, una città che dorme lo stretto necessario.
A come assenzio…. Il Bevitore di Assenzio… Il quadro! Quello di Manet…. Beh si trova a Praga e lo potete toccare… Cosa pensavate? Vi sedete al bar, “Il caffé degli artisti” (o Caffé Slavia) e sorseggiate un bel bicchiere d’assenzio, provate per un attimo l’ebbrezza di sentire un po’ d’aria di creatività e spirito di cambiamento. Poi uscite fuori e ammirate la casa danzante di fronte, esiste davvero e si capisce anche perché la chiamano così… Fantasie da assenzio probabilmente… o no?
G… di guglie… la città delle guglie, il più alto numero presente rispetto a qualsiasi altra città del mondo. Elemento che la rende la città delle fiabe, caratterizzata da un castello unico che probabilmente è uscito da un libro….
Volete conoscere anche l’ultima A? Ebbene: ammirevolmente bella… perché sapete, ha anche qualche attrazione turistica… a partire dall’Orologio Astronomico e la Torre del Municipio, passando per la Chiesa di Tyn (orgoglio dei cechi) in piazza Stanomestri, il monumento a Venceslao con la omonima piazza, fino al Quartiere Ebraico. Ma per questo potete consultare una guida…
In realtà però, mentre passeggi tra i vicoli e le strade pensi che forse la città non esiste nella realtà, che forse stai dormendo, sognando, o che forse nel caffé degli artisti non ci dovevi entrare!

Giovani: l’opportunità dal mondo dei Forum Giovanili

pubblicato su Lu Bannaiulu. 


I giovani rappresentano da sempre il futuro di ogni società, da sempre l’elemento sul quale spesso si fanno campagne elettorali e si individuano grandi speranze nei piani del sistema politico italiano.
Ma come possono i giovani diventare elementi attivi e partecipare in maniera concreta alla vita delle istituzioni del proprio paese? C’è l’effettiva volontà da parte del mondo istituzionale, ma soprattutto da parte degli stessi giovani di essere elemento fondamentale nella presa delle decisioni che li riguardano?
Ebbene la nostra Regione, in questo senso è un fiore all’occhiello in tutta Italia, perché i giovani hanno a disposizione un importante strumento di partecipazione alla vita della comunità e delle istituzioni: il Forum dei Giovani. Esso è un organismo istituito in quasi la metà dei Comuni della Provincia di Avellino, e del quale esiste un coordinamento provinciale, un forum regionale e nazionale.
Organismi nati non grazie ad una legge del nostro Stato, della nostra Regione o della nostra Provincia, ma bensì perché esiste una Carta europea della partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale alla quale tali organismi si ispirano e sulla quale si sono istituiti: ancora una volta l’Europa è più vicina di quanto possiamo pensare.
Il Forum dei Giovani, infatti, nasce dall’interpretazione dell’art. 59 al Titolo III della suddetta Carta: “Un’effettiva partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale deve basarsi sulla consapevolezza da parte di questi ultimi dei mutamenti sociali e culturali in corso all’interno della loro comunità, il che esige l’esistenza di una rappresentanza permanente o di una struttura del tipo consiglio, parlamento e forum dei giovani.”. Il Forum, infatti, è un organismo di partecipazione a carattere elettivo che si propone di avvicinare i giovani alle Istituzioni e le Istituzioni al mondo dei giovani. Scopo del Forum è quello di entrare in contatto con le Istituzioni territoriali, conoscerle e relazionarsi con le stesse, apportando idee, proposte e suggerimenti.
I Forum rappresentano tutto il mondo giovanile del proprio Comune e portano le esigenze della comunità giovanile a chi è di competenza all’interno delle istituzioni, avendo anche la possibilità di progettare in maniera autonoma rispondendo a differenti tipologie di bandi sia a carattere provinciale che regionale, fino al livello europeo.
Il buon funzionamento di un Forum però si basa su una forte motivazione da parte dei giovani ad istituirlo, ma anche e soprattutto sulla volontà delle istituzioni a credere nei propri giovani senza condizionarli politicamente.
A Caposele coordino il Forum dei Giovani da 2 anni e abbiamo portato avanti iniziative e progetti sia da soli che in rete con altri Forum, a partire dal movimento “Primaverahirpinia” (nato da un’idea del Forum dei giovani di Morra de Sanctis e appoggiato da tutti i Forum dell’Alta Irpinia), costituitosi in occasione della protesta per la discarica sul Formicoso dal quale sarà realizzato un film, fino all’apertura del Centro di Aggregazione Giovanile a Caposele, nel quale abbiamo collaborato con le istituzioni all’organizzazione.
Un’opportunità di partecipazione concreta che mi auguro possa svilupparsi anche nel vostro Comune, essendo strumento di confronto, ma soprattutto produttivo d’eccellenze all’interno della comunità.

Le buone prassi per un nuovo turismo a Caposele

Sono le premesse per uno sviluppo turistico coeso?

pubblicato su La Sorgente.
La tanto attesa svolta è forse giunta. Spiragli di novità si sono intravisti all’interno della nostra comunità dopo l’estate 2009. L’avvento dei reclamati giovani c’è stato e i risultati si sono visti.
Abbiamo assistito ad un’estate molto interessante che pone spunti di riflessione in materia di turismo e di giovani.
Erano anni che a Caposele non si vedevano eventi degni di essere definiti tali, che attirassero l’interesse delle popolazioni limitrofe e portassero una ventata di novità.
Il merito è di tante organizzazioni che hanno evidenziato come se si lascia lo spazio ai giovani diventa tutto possibile e raggiungibile.
La nuova ventata turistica per Caposele infatti, potrebbe partire proprio da loro: dalle facce nuove di questi giovani.
Raggruppati in varie forme associative, dalla Pro loco Giovani alle varie associazioni quali “I Liberi Commedianti” e gli “Animatori Running Sele”, passando per il Forum dei Giovani fino a vari gruppi informali quali l’Us and Them, sono emerse numerose potenzialità che la “politica dei grandi” deve mettere nelle condizioni di esprimersi se non vuole vedere perdere un’altra possibilità, l’ennesima possibilità.
I giovani hanno ampiamente dimostrato di avere le capacità per poter dire la loro nel settore turistico dove la novità, l’elasticità e la rapidità di presa delle decisioni rappresentano gli elementi cruciali per lo sviluppo.
Il successo non solo di pubblico delle varie iniziative presentate all’interno del ferragosto 2009 hanno posto l’accento su un problema: l’incapacità dei “grandi” di avere una visione turistica programmatica e innovativa per il nostro paese.
I giovani invece hanno colto il punto: il nuovo turismo deve integrare il vecchio e il nuovo, come nel caso del Guinness della Quadriglia, deve avere continuità d’azione, vedi il successo della Quinta Caccia al Tesoro consecutiva del Forum dei Giovani, sacrificio e impegno come dimostrato dall’ARS, ma soprattutto deve puntare su elementi culturali del nostro territorio quali elementi collanti tra passato e futuro, come evidenzia il lavoro dei “I Liberi Commedianti”.
La grande capacità di coordinamento e organizzazione di questi gruppi dimostra che essi hanno tutte le competenze necessarie ad implementare eventi e programmi turistici di successo.
Sono buone prassi che chi di dovere non può non considerare e coinvolgere per progettare il futuro del turismo nel nostro Comune. La semplicità di questi successi sta nella voglia di tali gruppi di raggiungere degli obiettivi disparati e differenti per ognuno di essi, nella forte motivazione che è alla base, ma soprattutto sono dati dal fatto che sono gruppi gestiti interamente da giovani.
Essi non vogliono sottostare a regole dettate dall’alto, vogliono essere coinvolti nel processo decisionale, partecipare alla definizione del budget da spendere, per poi essere disposti anche a sacrificare un’estate per il proprio paese. Ma troppo spesso vengono considerati manovalanza che non può decidere, e quindi saranno sempre pochi quelli che lavoreranno per la comunità e non per se stessi o per il loro gruppo.
Se queste energie fossero convogliate per un obiettivo comune, dove tutti possono decidere quale è l’obiettivo, allora vedremmo dei risultati che potrebbero essere sorprendenti.
E’ chiaro che tali giovani meritano rispetto e considerazione, la loro intraprendenza e visione futurista delle cose, unita al grande entusiasmo possono essere la spinta necessaria a portare finalmente Caposele ad avere uno slancio definitivo verso un nuovo e florido periodo di ripresa.
Lo spazio se lo sono meritato i nuovi caposelesi, adesso tocca a chi detiene il potere decisionale considerarli in maniera seria all’interno dei programmi, dandogli le chiavi per poter fare ancora di più, altrimenti l’entusiasmo, spento dalle false promesse, farà sprofondare le prospettive dello sviluppo turistico in una gola profonda senza fine.

Giovani, turismo e proloco giovani

pubblicato su La Sorgente.


Due mondi a confronto che si uniscono per portare una ventata di novità nel territorio di Caposele: i giovani e il mondo del turismo. Argomenti assai complessi che uniti possono rivelarsi un grande successo, ma anche un completo fallimento.
Ma chi sono i giovani, e cos’è il turismo? Possiamo parlare di questi argomenti senza saperne il significato? Troppo spesso, infatti, sentiamo parlare di mondo giovanile e di turismo in maniera superficiale senza andare a fondo riconoscendogli la giusta importanza.
La Carta Europea della Partecipazione dei Giovani alla Vita Locale e Regionale, unico documento ufficiale che disciplina la “gioventù” in Italia, non essendoci al momento nessuna legge regionale o nazionale che disciplina le politiche giovanili, riconosce il giovane come individuo centrale della vita comunitaria e regionale, ma soprattutto individua tutti gli strumenti per la partecipazione dei giovani alla vita locale.
Il turismo invece è definito dal WTO (World Tourism Organization) come “ l’attività di coloro che viaggiano e soggiornano in luoghi diversi dal proprio ambiente abituale per un periodo di tempo che va da almeno due giorni (minimo un pernottamento) ad un anno, per svago, lavoro e motivi diversi dall’esercizio di un’attività remunerativa all’interno dell’ambiente visitato”, ma soprattutto individua il turista come “chi soggiorna per un periodo superiore alle 24 ore, o almeno per una notte, al di fuori della propria abituale residenza”, altrimenti si parla di escursionismo.
Sono due argomenti che possono convivere e combinarsi? I giovani hanno la possibilità di essere protagonisti attivi in questo settore?
Tutto ciò necessita di molte riflessioni. In primo luogo ritengo che il mondo giovanile attuale sia fortemente influenzato da fattori esterni che ne limitano l’azione e la creatività. I giovani sono spesso solo nominati, ma troppo spesso non coinvolti, o coinvolti molto limitatamente e con poca possibilità di proporre le loro idee e opinioni.
Ciò determina un completo allontanamento degli stessi da qualsiasi forma di partecipazione inducendoli ad una forte apatia e rassegnazione. Il giovane Caposelese però è anche fortemente votato alla critica e spesso non agisce, è capace di sottolineare le falle del sistema senza esporsi in prima persona per risolvere le questioni. Ma ci sono anche ragazzi che vogliono fare e non ne hanno la possibilità.
Il mondo del turismo invece è un settore molto complesso che ha bisogno dell’apertura mentale dei giovani per sopperire alle problematiche tipiche che lo stesso ha sotto diversi punti di vista, a partire dalla stagionalità fino a arrivare alla forte elasticità della domanda.
Per affrontare e superare tali problematiche, tipiche anche del turismo Caposelese e di Materdomini, c’è assoluto bisogno di una serie di novità nell’ambito delle iniziative turistiche e di progettualità pluriennale da porre in atto per Caposele.
Il ruolo del giovane in quest’ottica è centrale e fondamentale. Considerando i principi della Carta Europea della Partecipazione dei Giovani e le caratteristiche del turismo, infatti, è obbligatorio dar fiducia alla popolazione giovanile.
Solo il giovane infatti ha una prospettiva diversa, ha la capacità di avere una visione futuristica della realtà tale da rendere possibile la stesura di una programmazione di lungo periodo con obiettivi perfettamente definiti.
Sappiamo tutti che il turismo a Caposele, ma soprattutto a Materdomini, è un elemento trainante dell’economia, ma i veri cambiamenti possono arrivare solo dai giovani in Proloco e non. Se non vogliamo vedere il nostro turismo morire, dato che siamo una fase di maturazione del nostro prodotto turistico e la successiva fase è il declino, c’è bisogno rilanciare il prodotto stesso.
Penso che le parole chiavi siano quindi programmazione, quanto meno triennale, ma soprattutto interazione tra gli attori.
Lo sviluppo turistico passa necessariamente dalla definizione di un obiettivo comune da raggiungere in un determinato arco di tempo, dall’analisi e dall’individuazione delle risorse disponibili per arrivare alla definizione dell’azione collettiva da intraprendere.
Questo processo deve coinvolgere i giovani, le istituzioni, la Proloco, il Forum dei Giovani, ma soprattutto i privati, nella creazione di quello che in materia viene definito SLOT (Sistema Locale di Offerta Turistica), che ingloba tutti gli stakeholder del settore turistico per portarli a remare in un’unica direzione al fine di promuovere e quindi offrire “la località e i suoi servizi turistici” sotto un’unica immagine, quella di Caposele e di San Gerardo, apportando benefici all’intera comunità.
Analizzare il turismo esistente è il primo passo; spesso sento parlare di interazione tra turismo religioso e turismo naturalistico, cosa che credo sia solo forzatamente esprimibile dato che sono due forme di turismo assolutamente differenti che hanno esigenze e capacità di spesa assolutamente diverse. Conseguentemente necessitano di due programmazioni diverse dove la domanda e quindi i servizi da offrire cambiano. Credo sia molto più facile legare l’attuale turismo religioso a quello congressuale. L’obiettivo primario da raggiungere è rendere Caposele un paese attraente tutto l’anno puntando a tre segmenti di mercato: turismo religioso, naturalistico e congressuale. Bisogna però lavorare in modo diverso per ogni segmento valutando le peculiarità di ogni singolo turista per soddisfarlo sotto vari punti di vista e creando economia per la comunità.
E’ chiaro che tutto ciò diventa di difficile applicazione senza risorse di carattere economico, fattore che è spesso elemento di freno di qualsiasi nuova iniziativa.
In quest’ottica diventa importante per la Proloco giovani essere il nuovo punto di riferimento per la comunità caposelese e il turismo in genere, deve fare da pungono affinché si risponda a bandi provinciali, regionali e europei nell’ambito turistico a fine di moltiplicare le risorse economiche a disposizione. Si deve ricominciare a lavorare nell’ambito del circuito Unpli (Unione Nazionale delle Proloco Italiane) anche per reperire risorse umane grazie al servizio civile che tale circuito propone e mette in atto annualmente. Se si fa parte di un circuito perché non lo si utilizza?
L’importante è avere le idee e le capacità progettuali, perché se i progetti sono validi, non c’è parte politica che tenga, essi devono essere finanziati. Negli ultimi anni questi elementi sono davvero mancati alla nostra comunità.
Di queste problematiche bisognerebbe iniziare a parlare con i giovani, con l’obiettivo di superare gli individualismi proponendosi sul mercato come una collettività e non come una somma di più operatori della filiera turistica, che agli occhi del turista appare sempre più divisa e non comunicante.
I giovani a Caposele hanno iniziato questo processo inserendosi nel sistema Proloco, ma ora è tempo di dare una svolta al futuro di questa comunità se vogliamo avere tutti un futuro.
Perché noi giovani semplicemente rivendichiamo spazio, il nostro spazio, perché questo nostro spazio negatoci oggi porta alla normale conseguenza della negazione del nostro futuro qui alle foci del Sele, perché questi giovani a settembre vorrebbero ripartire e non partire!